Non siamo esperti di moto, e non abbiamo capito che modello fosse. Ma certo è improbabile vedere due moto a tre ruote di fronte a noi in autostrada. E le due moto non viaggiavano insieme. Gli stessi conducenti, quando si sono notati in coda, si sono messi a chiacchierare e sembravano sorpresi loro stessi. Che coincidenza….
We are not motorcycle experts, but it is quite uncommon to see two motorcycle with three wheels meeting each other, by chance, during a traffic jam.
L’auto finisce di percorrere la zona pedonale/ciclabile
Ci sono tanti parametri per giudicare un’Amministrazione. La disattenzione o il menegreghismo con cui a Pavia ci si occupa di viabilità è abbastanza emblematica, e trasversale ai colori politici.
Da anni un tratto di via Alzaia è pedonale/ciclabile. Incredibile, ma vero. Cartelli ben chiari e panettoni che bloccano il passaggio. Una delle poche zone ciclo/pedonali effettivamente rispettate. Poi i panettoni sono spariti, e ora è sparito, da un accesso, la cartellonistica.
L’area continua a essere ciclo/pedonale, ma chi vi accede da Città Giardino non incontra alcun segnale o ostacolo, col rischio di falciare pedoni e ciclisti che certo non si aspettano il transito di auto. E su quel tratto di strada vi è l’accesso a una scuola media.
Passano i mesi e nulla succede. Si segnala al Sindaco e all’assessore teoricamente responsabile, e non accade nulla. Si segnala attraverso un portale ad hoc, e siamo in attesa. Il fatto pero’ che dopo essersi autenticati con lo spid venga richiesto di caricare una copia della carta di identita’ non lascia ben sperare…
Il tratto incriminato
Only in Pavia we can have a piece of street that, if you enter it from one side, is only for pedestrian and bycicles. If you enter from the other side, there is no indication about any limitation, and cars are free to drive through.
And no one is answering when you try to highlight how dangerous it could be…
Dopo 4 anni di onorato servizio, è tempo di restituire la Gran Scenic aziendale (ribattezzata Bib dai bimbi). Arrivata a inizio di pandemia, è comuque riuscita a portarci in giro in lungo e in largo. E ci siamo divertiti assai, a cantare, e a viaggiare a 7 posti. Ci mancherai.
After 4 years, the company car must be returned because the leasing is finished. It arrived at the beginning of the pandemy, but we had the opportunity to use it also for fun, with some nice travel, singing all together and even using, sometimes, the 7 seats. We will miss you.
Non andiamo molto spesso all’autolavaggio, anzi, non andiamo quasi mai. Ma quando capita, ormai fanno tutto Lory e Bea…
We are not going to often to car wash; but let’s say that when it happens, now we have a lot of fun…
Ritorniamo, dopo tanto tempo, su uno dei temi cari a questo blog. Ci ritorniamo dopo aver trascorso qualche giorno di vacanza a Copenaghen, e aver constatato che cio’ che qui (in Italia) sembra impossibile, in realtà esiste altrove. Soffermiamoci su Pavia:
Capitale (quindi significativamente piu’ grande di Pavia=
Piatta
Clima freddo d’inverno e molto piovoso in generale
A Copenaghen, lo abbiamo provato, esiste un sistema di piste ciclabili (prevalentemente separate dalla carreggiata dove transitano le auto) interconnesse che permette di muoversi ovunque in bici, stando protetti. Come conseguenza un sacco di gente si sposta in bicicletta. Postini in bicicletta, corrieri con cargo bikes e un totale di circa 400 auto per ogni 1000 abitanti (https://it.wikipedia.org/wiki/Veicoli_pro_capite_nel_mondo)
A Pavia invece abbiamo avuto negli anni giunte che, al più, promuovevano marciapiedi a piste ciclo-pedonali, comunque completamente sconnesse, e giunte che addirittura decidevano di rimuovere piste ciclabili per ripristinare parcheggi (700 auto per ogni 1000 abitanti).
Perchè? Per una differenza di cultura, si dice. Ma cosa determina la differenza di cultura? Copenaghen ha strade piu’ larghe di Pavia? Difficile da dire, ma di sicuro vi e’ una grossa differenza: a Copenaghen hanno deciso che le strade servono per far spostare le auto (e le bici), non per far sostare auto a bordo strada. Quindi nessuna macchina parcheggiata sui bordi della strada, e i bordi della strada promossi a pista ciclabile.
E’ pensabile un approccio del genere a Pavia? VIene da dire di no, perchè la risposta di chi la auto normalmente la parcheggia a bordo strada (quando non sul marciapiede) è sempre: “Già i parcheggi sono pochi, e io l’auto dove la metto?”; e poi il trasporto pubblico danese è probabilmente molto più efficiente e capillare di quello italiano. Tutto (forse) vero, anche se il parcheggiare l’auto a bordo strada non e’ un diritto (anche se e’ considerato come tale), ma una precisa scelta. Ma la domanda resta: anche ammesso che tutto sia vero, perchè Copenaghen è una città a misura di bicicletta e Pavia è una città a misura di auto? Di sicuro quello che è innegabile è che una città come Copenaghen, dove la mobilità predilige i soggetti deboli, è di sicuro piuù appealing di una città come Pavia (e tante altre città italiane) dove pedalare, magari coi bimbi piccoli, espone a gravi rischi e pericoli….
It is a bit hard to translate in english the previous post. The message is that, after visiting Copenaghen, we now know that a city with pedestrian and bicycles at the center of the mobility strategy exists. Unfortunately it seems impossible to implement anything similar in Italy too…
Non so come funzioni nelle altre città, ma a Pavia l’attenzione per i soggetti deboli (i pedoni) nella giungla urbana è davvero a livelli infimi. Tutte le mattine accompagnamo (a piedi) i bimbi a scuola, che dista poco meno di un chilometro. Una passeggiata di 10/15 minuti che sarebbe anche piacevole. Ci sono due punti critici. L’attraversamento di una rotonda che si rivela meno critica del previsto perchè la rotonda è stata pensata così bene che alla mattina e’ piena di macchine ferme (come sono piene le strade che incidono sulla stessa), per cui i pedoni attraversano senza grossi pericoli. L’altro attraversamento critico è invece quello di via Ferrini, all’imbocco con Viale Campari. Qui, circa un mese fa (forse di più) è stato rifatto il manto di asfalto. Peccato che le striscie pedonali non le abbiano ancora dipinte. E, nonostante il cartello, di uomini al lavoro sulla segnaletica orizzontale non vi è neppure l’ombra. E ogni mattina l’attraversamento, già critico, è reso più critico dall’assenza delle striscie stessse.
Pavia’s administration is not taking care of pedestrians within the urban jungle. Cars allowed to park everywhere, as sometimes described in this blog too. And also when roads are asphalted, usually it takes months before crosswalk are painted again…. And although they place this kind of signals, no men are working on the road markings…
Va ancora a gasolio, ma non si puo’ non dire che sia un’auto ecologica, la nostra Gran Scenic, quando ritrasporta a casa le piante trasferite dalla zia Lulu’ durante la nostra permanenza al mare.
It is not green like a Tesla, but its green in the sense that it is full of plants our Gran Scenic, while moving our plants back to home
Quello nella foto sarebbe un marciapiede. Quello che percorriamo ogni mattina per portare Lorenzo e Bea a scuola. Sarebbe un marciapiede, e invece è una giungla di parcheggi abusivi e vietati. E senza l’ombra di una multa….
What you see in the picture is supposed to be a sidewalk… The sidewalk we use to go to school with Lory and Bea… And every day we find cars parked on it. And we never seen any ticket…
La nuova auto aziendale (Bib) è arrivata proprio pochi giorni prima (vedi qui) che si bloccasse tutto per la pandemia. Così per ora non abbiamo potuto sfruttarla per i nostri viaggetti. Ieri peò siamo riusciti a provarla a pieno carico (seppure se solo per uno spostamento breve), con anche gli zii e cugina Francesca. In tutto sette passeggeri, e tutto sommato si stava comodi….
We still didn’t drive anywhere since we received the new company car, because of the covid-19 pandemy. So we are still waiting to enjoy it in our travels. However yesterday we have been able to make it full, at least for a short trip. With also uncle Paolo, aunt Luisa and cousin Francesca.
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